Una Madre, un Cadavere e la Brillante Regia Dietro l’Annuncio della Morte di Sarah Scazzi

Bisogna complimentarsi con la regia del programma di Rai Tre “Chi l’ha visto?” per come è riuscita a trasmettere in diretta la tragedia del ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi.

Innanzitutto, non si può negare la genialità di aver allestito le telecamere all’interno della casa degli zii di Sarah, che in quel momento venivano interrogati dagli inquirenti. Ottima, inoltre, la scelta di mettere la madre di Sarah, Concetta, al centro del tavolo, con altre due persone (cugini, cognati? Perdonatemi, il poco interesse del conduttore in loro ha, di riflesso, condizionato la mia scarsa curiosità nei loro confronti) ai lati e l’inviata di “Chi l’ha visto?” alle sue spalle. In questo modo si circonda il soggetto di maggior interesse, senza dargli la possibilità di svicolarsi. L’imperativo è tenere puntata fissa su di lei una delle telecamere. Se scappa il pianto, si va subito al primo piano.

Ma il volto della donna non subisce grandi varizioni espressive, né lei è particolarmente loquace. Peccato, avrebbe facilitato le operazioni e soprattutto il lavoro dell’inviata.

Comunque bisogna congratularsi con la conduttrice Federica Sciarelli, che ha gestito in maniera estremamente professionale la situazione. L’importante, e questo Sciarelli lo sa benissimo, è martellare, bombardare gli ospiti con notizie di agenzia che arrivano a raffica, portate da un collaboratore della Sciarelli che ogni tanto si intravede, leggero e fugace come una volpe che va a nascondersi nella sua tana.

Ogni tanto compare sullo schermo l’avvocato della famiglia, che però è l’unico elemento che davvero interrompe gli equilibri fin qui così ben orchestrati da tutti quelli di “Chi l’ha visto?”. Invita alla calma, cerca di far ragionare la Sciarelli, che ormai sembra in preda all’isteria da ultima notizia.

Ma la Sciarelli non è per niente isterica. Anzi, è controllatissima e sa fare bene il suo mestiere. Infatti prende in mano la situazione e risponde da sola alle domande fatte alla sua inviata, la cui fronte ha adesso tre rughe profonde, che in tivù non vanno bene, sono sinonimo di pensiero. Se quelle rughe le avesse Concetta, la madre di Sarah che invece sta lì come una statua di sale, allora sì che andrebbe bene.

L’evidente stato di confusione, o forse shock, della madre di Sarah è un problema per la regia, che non sa più cosa proporre allo spettatore seduto davanti al teleschermo di casa. Sono le undici di sera passate, e qualcosa va offerto, altrimenti si rischia l’appisolamento sul divano o, peggio, il cambio di canale.

Ecco dunque che interviene di nuovo la Sciarelli, che chiede di far venire davanti alle telecamere Sabrina, la cugina di Sarah, che però si nega ripetutamente. Non vuole apparire. Strano, si dicono quelli in studio. Sono irritati, invece, quelli della regia. Di solito questi giovani non vedono l’ora di passare qualche minuto davanti ad una telecamera. Forse non si rende conto, ragionano in regia, dell’audience che abbiamo adesso. La Sciarelli ci prova ancora una volta, ma non c’è niente da fare.

Man mano che arrivano le agenzie le inquadrature su Concetta aumentano, sia di numero che di durata. Ottima scelta della regia, ma purtroppo la sua espressione non muta, nascosta tra due ali di folti capelli rossi. Si parla di cadavere, di ricerche di un cadavere nella campagne circostanti. La Sciarelli sottolinea che di sera non si fanno le ricerche se non si è sicuri di trovare qualcosa. E, assicura la Sciarelli che di queste cose se ne intende dopo anni di conduzione del programma, di solito si va alla ricerca di un cadavere in una campagna solo dopo la confessione dell’assassino. Per accertarsi che tutti, da Concetta a Sabrina agli ospiti in studio (per fortuna che nessuno si sia alzato a fare una scena!) allo spettatore pagante o no del canone Rai, abbiano afferrato la intrinseca proprietà transitiva racchiusa nella notizia, la Sciarelli ricorda che a essere interrogati sono gli zii di Sarah, i genitori di Sabrina, che sta dietro alle telecamere.

Poi arriva un’agenzia bomba: lo zio avrebbe confessato! Vai, inquadratura fissa sul volto di Concetta, la madre di Sarah, la madre di un presunto cadavere. La parola “cadavere” viene ripetuta ossessivamente, ed è anche la parola scelta dai siti di notizie online, le cui homepage vengono mostrate in tivù. La parola “cadavere” accanto alla foto sorridente di Sarah. Concetta, madre del presunto cadavere di Sarah, non sa come reagire. L’avvocato invita alla calma, ma nessuno lo ascolta. Si parla di cadavere, avvocato, non rompa i coglioni, dicono in sala regia. Fissi dunque sulla madre.

La Sciarelli incalza. C’è un cadavere, dice, e lo stanno cercando. Di sera. In campagna. Gli zii sono sotto interrogatorio. E lo zio avrebbe confessato. L’inviata descrive la scena dietro le telecamere, dove Sabrina, la figlia del confessore, avrebbe detto che sono tutte calunnie infondate. L’aiuto regista sbatte il pugno sul mixer e bestemmia, e si chiede, urlando, perché quella stupida ragazzina non lo viene a dire davanti alle telecamere.

Su uno dei grandi schermi in studio appare la foto dello zio, a questo punto diventato il sospettato numero uno. E’ una foto di lui con un cappellino da pescatore, con una faccia non rasata e stanca. E’ perfetta, si dicono in regia. Una pacca sulla spalla dello stagista non retribuito che un paio d’ore prima ha raccolto le foto di tutti i familiari. Lo stagista sorride, un po’ imbarazzato ma comunque felice di essere stato finalmente notato per il duro lavoro che fa lì dentro, non retribuito, ricordiamolo.

Poi tutto si ferma.

Sabrina sta piangendo. Sabrina ha capito che è tutto vero. Che la sua vita non sarà mai come quella di prima. Sabrina si rende conto che la cugina è morta. Capisce che il padre è coinvolto. Realizza che suo padre è un mostro. Lei è figlia di un mostro. Piange. C’è una rabbia ed un’angoscia che non riesce a trattenere. Che non vuole trattenere. Piange di rabbia e perché vuole urlare, ma c’è la televisione, e non vuole dare in pasto a questi sciacalli il suo dolore, nemmeno un po’. Il padre è un mostro. Lei piange, e si spezza l’incantesimo televisivo.

Federica Sciarelli ritrova quella sua umanità che la regia sperava avesse perso del tutto. Chiede a Concetta, alla madre del presunto cadavere di Sarah, se vuole interrompere la diretta. Concetta non sa che fare. O meglio, sa solo che non vuole essere lì, in casa dell’assassino, davanti a milioni di telespettatori increduli d’aver assistito alla soluzione del mistero in diretta. Il suo sguardo sembra vagare nel vuoto, ma in realtà sta osservando Sabrina, sua nipote, la figlia di quello che, dicono, ha ammazzato Sarah. Parlano di un cadavere. Del cadavere di Sarah. Concetta guarda Sabrina che piange e vorrebbe abbracciarla e piangere insieme a lei. Perché in questo momento le due donne sono unite in una tragedia che ha appena distrutto le fondamenta delle loro vite. Non c’è nulla da dirsi. C’è solo da piangere, strette in un abbraccio primordiale, e lasciare che la tragedia penetri la loro pelle, i loro organi, i loro lunghi capelli, per poi espellerne una parte dagli occhi.

Concetta, la madre del presunto cadavere di Sarah, si alza. Va dietro alla telecamera.

Si rompe il giocattolo con cui tutti in regia, in studio e in quel salotto avevano giocato per un paio d’ore, o forse più. Non c’è molto più da far vedere. Dalla regia parte qualche altra bestemmia, e si indica alla Sciarelli che sono passati più di venti minuti senza nemmeno uno stacco pubblicitario. La Sciarelli chiede agli spettatori un po’ di pazienza, che avranno altro da dire e far vedere, magari con facce un po’ rinfrescate, una volta tornati dalla pubblicità. Lo schermo diventa verde, parte l’allegro jingle Rai, e via, dentro al mondo della pubblicità. Il telespettatore è un po’ turbato, ma è anche e soprattutto stanco. Deve andare a lavorare domani, ed è tardi. Spegne la tivù e va a dormire. La notte sogna le campagne della sua giovinezza, ma senza i cadaveri.

*A parte i dietro le quinte, da me immaginati e non reali, il resto è accaduto davanti agli occhi di tutti.

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  1. Troppa speculazione… La tv ed i telegiornali in primis a volte farebbero meglio a non trattare temi o diffondere cose macabre o terrorizzare il cittadino. Nel nostro paese c’ è un sacco di informazione spazzatura




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